La storia del concorso

Un concorso con più di cinquant'anni di storia che ha fatto di Vittorio Veneto, insieme al Concorso Nazionale Corale, la Città della Musica

Il premio nazionale di violino “Città di Vittorio Veneto” nasce nel 1962 per iniziativa di alcuni appassionati vittoriesi: la professoressa Antonia Pallavicini (presidente dell'Associazione “Amici della Musica” di Vittorio Veneto), il Cavaliere Vittorio Costantini e il Cavaliere Arturo Pasqualis (Presidente dell'Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, primo ente organizzatore della manifestazione).

Ideatore e coordinatore del concorso fu il Mario Benvenuti (1915-1995), violinista e violista coneglianese, concertista e didatta di altissimo profilo, componente del “Quintetto Chigiano”, del “Sestetto Chigiano” e dei “Virtuosi di Roma”.

Nel settembre 1962 si svolge la prima edizione del Concorso Nazionale di Violino "Città di Vittorio Veneto" con il contributo del Comune della Provincia di Treviso e dell'Ente Provinciale per il Turismo. La manifestazione si tiene con cadenza annuale fino al 1972, successivamente diventa biennale.

Dopo le prime edizioni, il maestro Benvenuti ebbe la brillante intuizione di affiancare al Concorso una manifestazione dedicata ai giovani e giovanissimi. Prese così il via nel 1964 la Rassegna per violinisti studenti alla quale seguirono quella per violisti (1977), violoncellisti (1979) e contrabbassisti (2004). Da segnalare anche le rassegne per Trio, Quartetto e Quintetto d’archi, nonché i Concorsi straordinari per duo realizzati in alcune edizioni.

Sotto il profilo organizzativo e artistico, determinante è stato il lungo e qualificato contributo fornito da Fiorella Foti che dal 1971 ha ricoperto il ruolo di segretaria generale e coordinatrice artistica, per assumere in seguito anche la direzione artistica, incarico che ha mantenuto fino al 2005. Significativa anche la presenza di Tiziano Forcolin che ha affiancato Fiorella Foti dal 1969 al 1990 in qualità di responsabile organizzativo.

Successivamente il coordinamento artistico del concorso è stato affidato al compositore vittoriese Stefano Da Ros (edizioni 2007, 2012, 2014 e 2020) e a Roberto Zarpellon (2010).

Le ultime due edizioni del concorso nazionale (2012 e 2014) hanno avuto come direttore artistico Massimo Quarta, violinista di fama internazionale, vincitore del Concorso di Vittorio Veneto nel 1986.

Per oltre 50 anni il concorso violinistico vittoriese ha visto passare generazioni di violinisti e ha rappresentato il principale punto di riferimento per le Scuole italiane per strumenti ad arco. Per i vincitori (i cui nomi sono riportati nell'albo d'oro) il primo premio conseguito al "Città di Vittorio Veneto" ha rappresentato un autentico trampolino di lancio di una brillante carriera concertistica e didattica.

In ogni edizione sono stati chiamati a far parte della giuria i migliori violinisti del panorama italiano, nonché affermati compositori, direttori d'orchestra e musicologi. A presiedere le commissioni giudicatrici sono state invitate personalità di spicco tra cui: Marcello Abbado, Luciano Chailly, Giorgio Ferrari, Ettore Gracis, Virgilio Mortari, Goffredo Petrassi, Leonardo Pinzauti, Massimo Quarta, Uto Ughi.

Fino al 2010 la direzione artistica era affidata a un comitato che negli anni ha fatto registrare vari avvicendamenti, annoverando musicisti di fama internazionale, come Salvatore Accardo, Mario Brunello, Giuliano Carmignola, Piero Farulli, Rocco Filippini, Bruno Giuranna, Claudio Scimone, Renato Zanettovich, Piero Toso.

Dal 1970 il concorso si è avvalso di prestigiose orchestre per il concerto di gala dei migliori classificati e la prova finale del concorso: Orchestra Haydn di Trento e Bolzano, Orchestra del Mozarteum di Salisburgo, Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra Filarmonia Veneta di Treviso, Orchestra di Padova e del Veneto.

Dal 1999 al 2010 Concorso e Rassegne hanno fatto parte dell’E.M.C.Y. (European Union of Music Competition for Youth), organizzazione che raggruppa i principali concorsi europei per giovani musicisti.

Dopo sei anni di sospensione, il Comune di Vittorio Veneto ha deciso di riprendere il Concorso e rilanciarlo con una dimensione internazionale, rivolgendosi ai giovani talenti cittadini dell’Unione Europea e affidando la direzione artistica al Francesco De Angelis, affermato violinista (vincitore nel 1993 del “Premio Città di Vittorio Veneto”) che nel 1998, in seguito a vincita di concorso internazionale, fu scelto da Riccardo Muti a ricoprire il ruolo di spalla sia nell'Orchestra del Teatro alla Scala, sia nell'Orchestra Filarmonica della Scala (ruoli che ricopre tutt’ora). È docente al Conservatorio di Musica di Losanna sito di Sion (Svizzera).

Il Concorso nell'edizione 2020 diventa Concorso di Violino Città di Vittorio Veneto Premio Internazionale Prosecco Doc grazie al prezioso sostegno da parte del Consorzio di tutela della denominazione di origine controllata Prosecco.

Il saluto di Mario Benvenuti nel 1988

Un giorno, verso la fine del 1960, ricevetti la visita della signorina Antonia Pallavicini e del signor Vittorino Costantini, due animatori delle attività culturali e musicali di Vittorio Veneto in quegli anni. Essi mi prospettarono l’idea di istituire un concorso nazionale di canto e chiesero la mia consulenza in proposito. Io feci loro presente la mia disponibilità ad indirizzarli a qualche esperto, dato che il canto non era certo la mia materia.

Al termine della piacevole conversazione che seguì, mi balenò un’idea che espressi loro all’istante: perché non pensare invece a un concorso di violino? La proposta li trovò immediatamente entusiasti (il Sig. Costantini, tra l’altro, aveva studiato per qualche tempo violino sotto la guida del Maestro Guarnieri).

Si partì allora con lo studio del progetto: io mi incaricai di stendere una prima bozza di regolamento per il quale mi consultai anche con alcuni colleghi, tra cui Alberto Poltronieri, e nel 1962 varammo la prima edizione del concorso. Grazie a una nutrita promozione, anche tramite rapporti personali, la partecipazione fu soddisfacente, così come l’interesse suscitato a livello di stampa e di pubblico. Il successo non si ripetè purtroppo l’anno successivo, per cui, alquanto scoraggiati, gli organizzatori si lasciarono quasi tentare dal proposito di abbandonare la strada intrapresa.

Prima di una così drastica decisione si pensò però di svolgere un’indagine conoscitiva presso i conservatori e gli istituti musicali attraverso un questionario. Le risposte incitarono unanimemente a proseguire. Per stimolare l’accostamento al violino e al tempo stesso avere un “ricambio” nella partecipazione, ideammo allora una rassegna per allievi, che dopo i primi anni si sarebbe rivelata un cavallo vincente. Inizialmente era riservata solo agli allievi di violino e suddivisa in due sole sezioni; in seguito fu allargata anche ai  più giovani e successivamente agli studenti di viola e violoncello.

A questo punto devo sottolineare la grande disponibilità, con la quale l’ente organizzatore ha sempre accolto le proposte che via via si venivano elaborando: il mio pensiero va in particolare al cavaliere Pasqualis, al signor De Bastiani, al professor Tolot, all’ingegnere Barbantini e al geometra Pellizzaroli.

Cura particolare del Premio di Vittorio Veneto è sempre stata la scelta dei componenti delle varie commissioni giudicatrici. I nomi che si sono alternati testimoniano questa premura: da Petrassi a Gulli, da Materassi a Poltronieri, da Mortari alla Carmirelli, da Ferro a Ughi e Accardo, per citarne alcuni.

Ricordo le prime edizioni del concorso, quando i tre commissari venivano ospitati in un clima di familiarità e di amicizia e non era raro che venissero quasi contesi in riunioni conviviali su invito di appassionati locali. Oggi questo non è più possibile, date le proporzioni assunte dalla manifestazione, ma l’atmosfera cordiale e amichevole è rimasta intatta, secondo quanto viene ogni anno rilevato dagli amici delle varie commissioni.

Non resta che augurarsi che la manifestazione possa proseguire sulla strada tracciata in quel lontano ’62, conservando la finalità originaria: fornire un valido contributo alla formazione artistica dei giovani musicisti, attraverso un utile scambio delle esperienze di studio e di vita.

Mario Benvenuti
(1988)

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